martedì 21 luglio 2015

Considerazioni sulla Fotografia Erotica

Giorni fa navigando su internet ho trovato il sito di questo fotografo, che oltre a fare delle belle foto, ha espresso dei consigli e delle considerazioni riguardo il rapporto tra fotografo e modella, e i rispettivi limiti da non superare da entrambi le parti. Essendo io assolutamente d'accordo su tutto quello che ha scritto, non fosse altro che per esperienza personale di 30anni di attività in questo settore, riporto integralmente l'articolo sperando che possa essere di aiuto a qualche giovane fotografo che vuole iniziare questo genere di foto. Di Alex Coghe: La fotografia erotica è sesso fatto con una fotocamera. Se non comprende questo il fotografo e se non lo comprende la modella, allora neanche si dovrebbe pretendere di fare fotografia erotica. La fotografia per un book non è fotografia erotica. E questo è il problema più evidente per molte persone che tendono a confondere le due cose. Se tu modella vuoi fare foto per il tuo book, fammi sapere e ti farò un preventivo perché i books io me li faccio pagare. La fotografia erotica è un’altra cosa. Quindi lascia le tue pose alla Cindy Crawford a casa prima di venire al mio studio se dobbiamo fare foto erotiche. Evito modelle che si fanno pagare Non le uso e non penso di utilizzarle mai nello specifico della fotografia erotica. Tutti vogliamo guadagnare ed è giusto che sia così ma lasciatemi dire che mettere i soldi davanti all’erotismo non funziona. Ancora peggio mettere la condizione: faccio TFP /TFCD per lingerie, faccio nudo se mi paghi. Fotti questa idea. Le mie modelle lavorano per progetti. In quel caso io fotografo professionista e tu modella siamo coinvolti entrambi nel realizzare qualcosa di creativo insieme il quale può dare anche denaro ad entrambi: un contest, la realizzazione di un libro, la vendita di stampe…ma partire dall’idea che io debba pagare la modella proprio no…io non faccio interscambio, io propongo progetti. Le modelle che accettano di fare certi tipi di scatti solo perchè le stai pagando possono venire solo per quella motivazione e il risultato è pessimo, falso, fatto non perchè ci si crede ma per il soldo ricevuto e questo va bene per fotografia pubblicitaria, non per un tipo di fotografia dove le due parti stanno realizzato qualcosa che mette davanti l’esperienza che entrambi (modella e fotografo) stanno vivendo, in maniera più istintiva e quindi spontanea. La stupida pretesa di dirigere e di essere dirette Se vuoi essere diretta la fotografia erotica non fa per te. Come dice una mia amica modella la fotografia erotica, come il sesso, non è giocare a twister. Queste modelle che vogliono o hanno bisogno di essere dirette non sono modelle buone per fare fotografia erotica. A volte una modella alla sua prima esperienza può essere migliore di queste dive famose solo su Facebook (essere famose su fb non significa essere famose) perché se incontra un fotografo in grado di metterla a proprio agio può fare cose più spontanee. Insomma, uno sguardo smarrito è meglio di un’alzata di sopracciglia piaciona. Con la fotografia erotica, completamente differente dalla fotografia di pubblicità, il messaggio dovrebbe essere aperto e dirigere può ammazzare la spontaneità, la casualità che cerco attraverso i miei scatti. Se uno dei due deve decidere un po’ di più, meglio che a farlo sia la modella, meglio dare a lei più potere. Stabilisco chiaramente quali sono i limiti con le modelle Io presento loro un foglio casting prima del set, oltre a incontrarle personalmente, se non ci siamo mai vista prima. Bisogna sempre chiarire prima cosa la modella è disponibile a fare: topless? Non hai problemi con il nudo totale? Problemi se il tuo fidanzato vede le foto? Selezione fondamentale E’ inutile prenderci in giro. Nonostante ormai la tendenza è vedere qualsiasi ragazza avere pretesa di essere modella non è così. Non tutte possono essere modelle: e la selezione per me fotografo è fondamentale. Oggi la definizione modella alternativa sembra aver dato le ali a chiunque. E quando dico chiunque, intendo proprio chiunque. Ed è un peccato perché modella alternativa oggi è un termine che a causa di questo può avere anche una connotazione negativa. Sono moltissime le modelle che mi contattano, che vorrebbero lavorare con me. Con il tempo e le varie esperienze fatte adesso sono diventato più attento con la selezione. Quello che fotografo presenta me come artista e questo lo devo avere sempre ben chiaro. Model Release sempre Sembra assurdo puntualizzare questo: eppure…eppure qui in Messico alcune persone hanno avuto modo di criticare il fatto che io proponga liberatorie alle mie modelle. Si, proprio così, qualcosa assolutamente normale che tutela i miei diritti e quelli delle modelle con cui lavoro visto come una cosa eccentrica. Ma ripeto...MAI fare foto se prima la modella non firma la model Release. Credibilità con le modelle Alla fine dei conti sono loro che scelgono. E l’unica cosa che conta davvero sono le immagini, la fotografia che sei in grado di fare. Se sei un mediocre fotografo questo emergerà sempre. Certo se la tua massima aspirazione è restare un fotografo da Facebook accomodati pure, essere uno dei tanti non è difficile. Ma se sei un vero fotografo, magari che vive anche con la fotografia, saranno solo le fotografie a farti ottenere possibilità di essere contattati da buone modelle. Su Model Mayhem ad esempio la qualità è superiore a quello che trovi in un social network generalista, e anche se ti dovessi iscrivere lì, se non hai le foto nessuna modella degna di questo nome ti contatterà. Rispetta la modella Senza discussioni. Se non c’è rispetto finirà male. Non costringerla a fare cose che non vuole. Ricordati che lei decide. Si tratta della sua immagine. E considera sempre anche la sua sicurezza e la sua salute. Questo vuol dire evita di metterla a mollo in una pozzanghera o lasciarla nuda con 5 gradi di temperatura. A te piacerebbe? No, vero? Se alla ragazza non piace essere ripresa inginocchiata devi rispettare anche questo. La modella non è una bambola e non pensare neanche di farla stare svariati minuti in quella posa arcuata che ti piace tanto. Prova a farlo tu almeno ti rendi conto che sono richieste assurde e stupide. Nudità o no? Non è importante e non è può essere un imperativo per fare fotografia erotica. Ci sono foto di modelle in lingerie che sono molto più erotiche e provocanti di altre in cui c’è nudo completo. Una giovane ragazza con le mutandine addosso può essere così frescamente sexy! E noi come fotografi dovremmo sempre accettare quella che è la volontà e la preferenza della nostra modella. Poi ti capita quella che la prima volta vuole solo lingerie perché non ti conosce. Una volta stabilita la fiducia, magari la prossima volta sarà lei a proporti di fare un set completamente nuda. Ma ripeto, non è quello il fine ultimo, o almeno non dovrebbe esserlo. Voglio sperare che se siete nel settore della fotografia erotica è per una vocazione artistica, non per vedere ragazze nude! Il momento della scelta della lingerie Credo che il momento iniziale del set, quando la modella mi mostra “quello che ha portato” sia molto importante, che sia quasi un rituale durante il quale io e la modella entriamo in confidenza. Lei mi chiede cosa preferirei, e io il più delle volte lascio alla ragazza la scelta, quello con cui si sente più a suo agio. Tutto dev’essere finalizzato a che la protagonista degli scatti si senta assolutamente comoda, mai a disagio. Come sempre, posso suggerire, mai imporre. Le pose migliori Amo ripetere che la migliore modella è quella che posa senza posare. In fotografia erotica le pose da modella anni ’80 sono da evitare. Io direi pochi sguardi in camera, se mi ignorano meglio. Poi ti capiterà sempre la ragazza che posa in ogni istante, e allora io a sua insaputa coglierò quei momenti, tra una posa e l’altra, in cerca dell’assoluta casualità. Le modelle migliori che sanno posare in foto erotiche sono coloro che mi fanno espressioni imbronciate o del tipo “che diavolo ci sto facendo qui?”…può sembrare assurdo, ma sono quelle che preferisco. Sono in grado di regalarmi quel tipo di immagini che torni a guardare, che poi dovrebbe essere il vero obiettivo di un fotografo. Storie con le modelle Nonostante quello che pensino in molti, anche molti fotografi che non sono in questo settore, anche se possibile, il fotografo non va a letto con le proprie modelle. Parlando di me: sono sposato e assolutamente fedele. E comunque considero il fotografare erotico assolutamente lontano e comunque non automaticamente associabile all’andare con la propria modella. Se fai il tuo lavoro con assoluta professionalità vi assicuro che l’ultima cosa che penserai è fare sesso con la ragazza che sta posando perché la prima cosa in cui sei concentrato è realizzare buona fotografia. Se c’è eccitazione è prettamente artistica. Almeno nel mio caso. In passato c’è chi mi ha fatto chiare avances, rispedite subito al mittente. Nessuna delle ragazze che ci hanno provato con me è finita poi per essere considerata in qualche set. Mai toccare Questa dovrebbe essere la prima regola per un fotografo che lavora con modelle. Rispettare questo è fondamentale. Con la mia fotocamera spesso sono molto, molto vicino (uso lenti normali, generalmente ottiche 35mm) alle mie modelle e loro sono spesso completamente nude ma non ho mai osato sfiorarle. Nella mia esperienza poi quando anche la modella più nervosa, magari principiante, che all’inizio non ti conosce vede quanto rispetti questo si rilasserà e concederà fotografie più erotiche e di impatto a livello visivo. Evitare il finto sempre Rifuggo da tutto ciò che appare costruito, posticcio, falso. Con la fotografia erotica le mie modelle si truccano e vengono pettinate da casa loro, come vogliono e come preferiscono. Non preparo quasi nulla. Nel mio set non vi sono luci artificiali o qualsiasi cosa che possa contribuire a rendere il set costruito e freddo. Evito anche cose pacchiane come servizi fotografici realizzati in boschi con modelle con ghirlande di fiori sulla fronte in improbabili ambientazioni mistiche e fantasy. Credo che un set del genere potrebbe farmi venire qualche eruzione cutanea. La fotocamera Questo è divertente. Quando iniziai a fotografare modelle qualche “avveduto” fotografo disse che per fotografare modelle avevo bisogno di una reflex, qualcuno parlò addirittura di Hasselblad. La verità è che puoi fotografare ragazze con qualunque tipo di fotocamera: Yone (Yasumasa Yonehara ndr) lo fa anche con le ultrapiatte Casio. Io fotografo con fotocamere compatte che mi permettono di muovermi come voglio, senza sentire l’ingombro di una pesante DSLR, senza sparire dietro un affare di plastica nere finendo con il somigliare ad un bipede con una proboscide invece di mostrare il mio viso. Per me questo tipo di fotografia si basa moltissimo sul dialogo con le mie modelle, dialogo che avviene anche attraverso uno sguardo. La mia fotografia ha come destinazione riviste e pubblicità e io ho già ampiamente dimostrato che si può fare anche con Leica X2, Fujifilm X100S o Instax Mini8… Luce Naturale La maggior parte del mio lavoro, il 98% direi, è realizzato con luce naturale. Questo sempre per il discorso del fotografare il reale. Penso che conoscere bene la luce naturale sia salvifico per quello che io sto proponendo come fotografo. Divertiti Divertiti con le tue modelle. Un’atmosfera rilassata in una situazione certamente intima come quella della fotografia erotica è fondamentale. Se l’atmosfera non è ludica questo si avvertirà nelle fotografie. Se c’è tensione che sia di tipo positivo. Un set dovrebbe essere un’esperienza positiva e divertente, dove modella e fotografo sono assolutamente consapevoli di stare creando arte insieme. La comunicazione dovrebbe essere spensierata e priva di un atteggiamento eccessivamente serio. Scherzare con la modella aiuta moltissimo il flusso di lavoro e i risultati saranno evidenti a livello creativo.

domenica 19 luglio 2015

Workshop a Tenerife

Si parte per un nuovo Workshop, questa volta nella bellissima isola di Tenerife. Il tema sarà ancora sulla fotografia glamour. Questa volta vorrei cercare di definire bene con i partecipanti, quello che è secondo me è il confine tra la foto glamour e quella erotica, per arrivare a definire anche il concetto di “pornografia” concetto sul quale ci sarebbe molto da discutere. Spero quindi di poter sviscerare questi temi in maniera più approfondita rispetto a l’ultima volta a Bucarest. La modella è una ragazza del posto molto carina, e che non ha nessun problema a fare questo genere di foto, quindi i partecipanti (una decina circa) spero siano molto soddisfatti di questa scelta. Naturalmente non è mia intenzione fare delle foto estremamente erotiche come quelle che spesso faccio nelle mie sezioni di lavoro, ma far realizzare comunque delle situazioni molto sensuali. Per quello che riguarda la parte tecnica, l’ho sempre ritenuta di secondaria importanza, soprattutto oggi che con le macchine digitali il lavoro si è estremamente semplificato, con il vantaggio di potersi concentrare maggiormente sull’immagine. Questo per me sarà un concetto molto importante da spiegare ai partecipanti. Ancora oggi si sente qualche fotografo dilettante che a guardare una bella foto, ti chiede: che bella! con quale macchina l’hai scattata? Il che sarebbe come chiedere ad uno scrittore.. che bel libro! con quale computer lo hai scritto?? Come diceva Helmut Newton, la foto è nella nostra testa! ed è assolutamente irrilevante come o con cosa la si realizza. Potrebbe sembrare un concetto abbastanza scontato, ma vi assicuro che non è così, e lo dimostra il fatto che tanti fotografi (per la maggior parte dilettanti) corrono sempre dietro all’ultima novità tecnologica, in maniera a volte quasi feticistica. Quello che veramente conta in questo genere di foto è il rapporto che si crea tra il fotografo e la modella. La fiducia, la Stima professionale, la Complicità, il voler insieme raggiungere un certo risultato prestabilito, senza mai superare i confini di quello che non si ha voglia di fare, anche se personalmente questo concetto a volte è stato superato. Spesso è infatti accaduto con modelle, che pur avendo messo per così dire dei paletti che non avrebbero voluto superare, poi durante la sessione fotografica ( specialmente verso la fine) loro stesse, hanno voluto fare delle foto, in certe pose o in certi atteggiamenti che all’inizio non avrebbero mai pensato di fare. E’ esattamente per questo motivo che io non insisto mai con nessuna a fare qualcosa che non non ha voglia o non sente di fare, perché tanto so che le cose possono cambiare strada facendo, per i motivi più vari. Quindi concludendo posso dire di essere molto contento di fare questa nuova esperienza, con nuove persone desiderose di migliorarsi in questo genere di fotografia, e anche per me c’è sempre da imparare qualcosa di nuovo con il confronto tra persone che ti fanno tante domande. Mi piacerebbe anche se ci fosse uno scambio di idee con qualche lettore circa i temi sopra esposti, e sarei ben felice di creare delle discussioni a riguardo. Ciao a tutti Nicola

domenica 12 luglio 2015

La Pornografia

Il termine pornografia (che deriva, mediante il francese pornographie, dal greco πόρνη, "prostituta", e γραϕία, "scritto") sta a indicare la trattazione oppure la rappresentazione, attraverso scritti, disegni, fotografie, film, spettacoli ecc., di soggetti o immagini osceni, effettuata allo scopo precipuo di stimolare eroticamente il lettore o lo spettatore. La pornografia può essere considerata un'esibizione di organi o di atti sessuali finalizzata a provocare eccitazione. Come ogni altra espressione umana, essa risente fortemente della cultura del luogo e dei tempi in cui viene realizzata. Nel Palazzo del Tè di Mantova, edificato per le relazioni proibite dei Gonzaga, o in alcuni degli affreschi di Pompei sono raffigurate scene erotiche che nessuno interpreta come pornografiche, così come nessuno è eccitato dalla coppia a letto rappresentata nel Palazzo del Podestà di San Gimignano o di fronte ai nudi di Tiziano. Infatti, occorre distinguere fra il nudo proprio dell'arte erotica e il corpo nudo della pornografia. Inoltre, dai tempi dei Gonzaga o di Tiziano, è mutata la cultura e con essa la sensibilità. Nel Giudizio Universale della Cappella Sistina Michelangelo ha dipinto molti corpi nudi, in quanto nel Rinascimento il nudo non era considerato pornografico, come invece lo fu all'epoca della Controriforma quando, infatti, si ritenne opportuno coprire le figure michelangiolesche. I libri cinesi d'ammaestramento pedagogico per istruire alla sessualità una buona moglie sono invece considerati pornografici per l'Occidente. In Africa i missionari hanno costretto a vestirsi gli indigeni, che, invece, consideravano il nudo del tutto privo di significati erotici. L'effetto che un seno scoperto aveva fino a qualche anno fa attualmente ha perso gran parte del suo significato, se non è accompagnato da messaggi o stimolazioni più incisive, in quanto sono cambiati gli stimoli all'erotismo e di conseguenza i significati ritenuti pornografici, anche perché le nuove tecnologie mediatiche hanno determinato un rivolgimento nei gusti e nelle aspettative dei fruitori di tali messaggi. Sono tutti esempi di come il fenomeno pornografico risulti condizionato da una serie di fattori ben individuabili e siano diverse le valutazioni interpretative circa quello che viene considerato pornografico o meno. Il binomio pornografia-tabu, sostenuto da correlazioni teoriche, concetti psicodinamici e dimostrazioni storiche, inquadra i limiti del lecito rispetto a quello che i tabu rifiutano. Piero Benassi

sabato 4 luglio 2015

Sono tornato settimana scorsa da un viaggio a Bucharest, città molto bella che non conoscevo. Ho fotografato qualche ragazza, per il mio prossimo libro che dovrebbe uscire l'anno prossimo. Con mia sorpresa devo dire che ci sono molti luoghi comuni riguardo questa città, e anche le ragazze non sono affatto disinibite come qualcuno crede, anzi ho avuto qualche difficoltà a trovare modelle disposte a fare del nudo erotico, quindi alla fine gli scatti che ho fatto sono quelli qui mostrati, più altri nel mio sito. Mi sarebbe piaciuto rimanere di più in questa città piena di contraddizioni, spero di poterlo fare ancora un'altra volta. Tutte le foto fatte sono a luce ambiente, illuminazione che preferisco in assoluto, per l'agilità che consente di muoversi intorno al soggetto.

mercoledì 11 marzo 2015

L'Impermanenza

Oggi volevo fare una breve divagazione su un tema per me molto importante,che è quello dell'Impermanenza. L’impermanenza è un concetto buddhista. Sta a significare che il mondo è in continuo mutamento, perciò nulla che appartiene a questo mondo può esistere per sempre. Tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine. A partire dalla vita, il mistero più grande. Le nostre più grandi certezze sono la nascita e la morte. Questo concetto è strettamente legato a quello del distacco. Sapendo che ogni cosa è mutevole, non vale la pena di attaccarsi a nulla, perchè non possiamo mai dire di possedere veramente qualcosa, visto che ciò che possediamo, in conclusione, non sarà più nostro una volta morti. Questo pensiero riprende il greco Eraclito, quando diceva: “non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume“ Eraclito intendeva che l’idea che esista un fiume in quanto tale è semplicemente un concetto mentale. In verità, in ogni istante il fiume cambia, l’acqua che scorre è diversa, le rocce sono leggermente più erose, la corrente e i venti sono diversi.. Quindi non è lo stesso fiume, è una realtà in continuo mutamento. E così è nella vita. Tutto passa, tutto si trasforma. Accettare questa semplice verità richiede una grande forza, perchè per natura tendiamo ad attaccarci a ciò che ci piace, a ciò che amiamo. Colui che riuscirà a mantenere la mente calma nella vittoria e nella sconfitta, nella perdita o nel guadagno, nell’unione o nel distacco, sarà libero dall’attaccamento e godrà di una grande pace. Si tratta di una condizione ideale, raggiungibile dopo anni di pratica spirituale. E’ normale, attaccarsi alle persone a cui vogliamo bene o alle cose che ci sono più care. E’ umano. E’ giusto amare, gioire della vita, provare piacere e felicità. Il messaggio dell’impermanenza, però, ci insegna ad essere consapevoli che ciò che un momento è qui, il momento successivo potrebbe non esserci più. E quindi è giusto godere e gioire della sua presenza, ma mantenendo la consapevolezza della transitorietà della vita. In questo modo riusciremo ad essere sereni anche nel momento del distacco. L’ideale del buddhismo è quello di trovare la fonte della gioia e della pace interiore dentro di sè, attraverso la pratica della meditazione, raggiungendo uno stato di coscienza tale da renderci collegati alla fonte suprema di tutta la felicità e dello stesso mondo fenomenico. Nella vita di tutti i giorni, possiamo cercare di sviluppare questa consapevolezza, gradualmente, semplicemente osservando il mondo, osservando noi stessi e lo scorrere della nostra e delle altrui vite.